Dal mare verso le montagne

I monti dell’Orsomarso e il Pollino da Santa Maria del Cedro

Alle spalle delle spiagge della Riviera dei Cedri ci sono fiumi, faggete e cime rocciose. Conosci i monti dell’Orsomarso, scegli un panorama nel Pollino o una giornata in una valle. La sera puoi tornare a sederti sulla terrazza di Cedromare.

Le montagne sopra la Riviera dei Cedri

Una mattina al mare, il giorno dopo tra i faggi o in una radura di montagna. A Santa Maria del Cedro non devi scegliere un solo paesaggio per tutta la vacanza. Appena alle spalle delle località costiere si alzano i Monti dell’Orsomarso, la parte occidentale del vasto Parco Nazionale del Pollino.

Grisolia, Maierà, Verbicaro e Buonvicino permettono di cominciare dai vicoli in pietra e da uno sguardo ai pendii circostanti. Più avanti ci sono valli fluviali, strade nel bosco e cime. L’alto Pollino, con Monte Pollino e Dolcedorme, è una meta distinta, da raggiungere con un viaggio in auto più lungo.

Una montagna può essere vicina alla costa, ma la strada per l’inizio del sentiero può aggirare l’intero massiccio. Per questo, nei programmi delle giornate in auto indichiamo separatamente la meta dell’escursione e il punto da cui iniziare a camminare.

Valli e sentieri nel bosco

Argentino e Cascata Ficara

Nella valle dell’Argentino lo sguardo passa dall’acqua ai pendii coperti di boschi. Durante la passeggiata puoi osservare le piante e fermarti in silenzio vicino al fiume. Da Orsomarso si conosce la parte bassa della valle; i percorsi più lunghi si addentrano nelle montagne.

La cascata Ficara e l’arboreto sono descritti dall’ente che gestisce la riserva. È bene concordare il percorso d’accesso prima di partire. Il programma di una giornata a Orsomarso distingue la visita al borgo, la passeggiata nella valle e il picnic.

Abatemarco, dai monumenti alla valle rocciosa

L’Abatemarco collega la zona costiera all’interno delle montagne. Presso Santa Maria del Cedro lo accompagnano i resti dell’antico insediamento e il Castello di San Michele. Più in alto il paesaggio cambia, tra profonde incisioni fluviali e ripidi versanti rocciosi.

Il castello è un buon punto di partenza per conoscere questa storia. Per esplorare l’alta valle è meglio affidarsi a una guida, dopo aver scelto un accesso preciso. Conosci il Castello di San Michele.

Verbicaro e la Via della Transumanza

L’antico percorso dei pastori da Le Cuture attraversa boschi e spazi aperti alle spalle di Verbicaro. Un resoconto del CAI locale descrive da qui i panorami su Montea, La Caccia, Pellegrino e La Mula. È un bel modo di conoscere le montagne prima di scegliere una vetta precisa.

È meglio concordare il percorso attuale con il CAI Verbicaro. Una visita più breve al solo borgo può essere abbinata ai dintorni del Santuario San Francesco di Paola, dopo aver verificato l’accesso al santuario.

Buonvicino, Corvino e Madonna della Neve

Sopra Buonvicino si alzano le rocce e i versanti boscosi della valle del Corvino. La Gola del Corvino e il Sasso dei Greci fanno parte del paesaggio descritto dal Parco del Pollino. Verso Madonna della Neve portano anche escursioni più lunghe attraverso la zona di Serapodolo.

Una passeggiata a Buonvicino e un’escursione in queste montagne sono due programmi diversi. Per una prima visita può bastare il borgo; scegli l’itinerario a piedi completo con una guida che conosca gli accessi attuali.

Novacco, Tavolara e Pietra Campanara

Dal versante di Saracena si aprono i boschi e le radure di Piano Novacco. I faggi, l’ampio interno del massiccio e la rocciosa Pietra Campanara mostrano un volto delle montagne diverso da quello della costa scogliosa. Tavolara è un’altra meta escursionistica, mentre Caramolo è una proposta distinta per chi cerca una vetta.

Scegli una sola di queste mete per la giornata. Un resoconto del CAI dell’aprile 2026 segnala alberi caduti lungo il ritorno da Tavolara: conviene quindi verificare il percorso attuale con il CAI Castrovillari.

Cascata del Vuglio a Sangineto

Al Vuglio l’acqua scorre tra le rocce e le visite si svolgono con persone autorizzate dal gestore. È una proposta a sé per una visita a Sangineto, con la data da scegliere sul sito dell’organizzatore. Nell’area della cascata non si fanno picnic né bagni.

Picnic sull’Argentino al Rifugio Montano

A Povera Mosca puoi organizzare un pasto a un tavolo di legno vicino al fiume. Il Rifugio Montano descrive un’area picnic attrezzata con servizi igienici e bar. Concorda con la struttura il tavolo e il modo di arrivare, tenendo conto delle regole di accesso alla valle con i veicoli. Informazioni sull’area picnic.

Il Parco Nazionale del Pollino e le valli protette

Il Pollino comprende sia i monti dell’Orsomarso a ovest sia le zone più alte al confine tra Calabria e Basilicata. In un solo viaggio puoi incontrare paesaggi molto diversi: un fiume nel bosco, radure aperte, pareti calcaree e i caratteristici pini loricati.

Parco Nazionale del Pollino

Il parco è anche un geoparco UNESCO. La sua storia è raccontata da rocce, grotte, pianori montani e antiche tracce della presenza umana. In pratica, è meglio scegliere una valle o un sentiero invece di provare a vedere tutto il parco in una volta. Il sito del Parco del Pollino pubblica informazioni su luoghi, itinerari e guide.

Riserva Valle del Fiume Argentino

Questa riserva naturale statale si trova nel comune di Orsomarso, all’interno del Parco del Pollino. Protegge la valle del fiume e i pendii che la circondano. Per chi la visita, il punto di partenza naturale è Orsomarso, da cui si conosce la parte bassa della valle.

Riserva Valle del Fiume Lao

Anche il Lao ha una propria riserva statale. Il fiume scorre tra le montagne e alcuni suoi tratti si possono conoscere con discese organizzate. La guida al rafting sul Lao ti aiuta a scegliere la base e il tipo di uscita.

Valle del Fiume Abatemarco, area Natura 2000

L’Abatemarco è tutelato anche come ZSC, cioè Zona Speciale di Conservazione. È una forma di protezione diversa da quella del parco nazionale. Vale la pena conoscerne il paesaggio e il legame con i monti del Pellegrino, ma l’accesso alle parti alte della valle richiede la scelta di un percorso preciso.

Le cime dell’Orsomarso

Cozzo del Pellegrino è la vetta più alta dei Monti dell’Orsomarso. Accanto, La Mula e gli altri crinali compongono un ampio paesaggio montano. Per raggiungere queste cime servono esperienza, buona forma fisica e un’intera giornata. Vale la pena impararne i nomi anche se scegli le valli e i punti panoramici.

Alcune cime dei Monti dell’Orsomarso. Quote in metri sul livello del mare.
Cima Quota Tipo di escursione
Cozzo del Pellegrino 1987 m Itinerari impegnativi da Piano di Lanzo.
Monte La Mula 1935 m Una giornata in montagna a sé, dal versante di Piano di Lanzo.
Monte Caramolo 1827 m Escursioni dal versante dei boschi di Novacco.
Montea 1825 m Meta per escursionisti esperti; l’accesso al punto di partenza va verificato.
Monte La Caccia 1744 m Lunghe salite e tratti rocciosi.
Monte Palanuda 1632 m Montagna nei dintorni della riserva dell’Argentino.

Piano di Lanzo

Piano di Lanzo, sul versante di San Donato di Ninea, è il punto di partenza descritto dal CAI per Pellegrino e La Mula. La strada d’accesso passa da un lato del massiccio diverso da quello della valle dell’Argentino. Per ogni escursione scegli una sola montagna, tornando allo stesso punto di partenza.

Trincello e Ciagola

Monte Trincello e le radure di Piano la Sepa compaiono nella descrizione dell’ambiente naturale di Verbicaro. Per Monte Ciagola, invece, il Parco indica il sentiero 654 da Piazza Umberto I a Papasidero, riservato a escursionisti esperti. A questa uscita è bene dedicare una giornata a sé, dopo aver conosciuto il borgo.

L’alto Pollino e i pini secolari

Monte Pollino, 2248 m

Dal bosco si esce verso i pendii aperti e, man mano che si sale, il panorama si allarga. Monte Pollino è una meta a cui dedicare un’intera giornata in montagna. Uno degli accessi parte da Colle Impiso e passa per la zona di Gaudolino. Descriviamo separatamente la proposta con guida e il programma dell’intera giornata.

Serra Dolcedorme, 2267 m

La vetta più alta del massiccio si alza sopra i pianori d’alta quota. Le salite presentano dislivelli importanti, perciò Dolcedorme è una proposta per chi viene anche per affrontare escursioni di montagna più impegnative. È meglio concordare con una guida l’intero itinerario, compresa la discesa.

Serra del Prete, 2181 m

Serra del Prete domina la zona di Piano Ruggio. Dal belvedere Malvento il percorso continua in salita verso la vetta. Per una giornata più breve scegli il solo belvedere. La cima resta una proposta per un’escursione più lunga.

Serra di Crispo e Grande Porta

Secondo la scheda del Parco, Serra di Crispo raggiunge i 2053 m. Nei suoi dintorni e presso Grande Porta il paesaggio è segnato dai pini loricati, alberi dai tronchi possenti e dalle chiome modellate dalle condizioni della montagna. Per raggiungere questi luoghi occorre prevedere un’escursione completa, considerando anche il ritorno.

Serra delle Ciavole

La rocciosa Serra delle Ciavole fa parte delle alte montagne che circondano i pianori del Pollino. Il Parco descrive un tratto impegnativo da Grande Porta alla cima centrale. È una meta per un’escursione lunga, adatta a chi ha esperienza, che richiede prima di raggiungere Grande Porta.

Italus e la storia degli alberi longevi

Nel Pollino cresce Italus, un pino di oltre mille anni. La sua posizione esatta non è resa pubblica. La storia di Italus invita a osservare con più attenzione anche gli altri vecchi pini che si incontrano lungo il sentiero.

Panorami senza raggiungere una vetta

Piano Ruggio e Belvedere del Malvento

L’ampia radura di Piano Ruggio, la faggeta e la vista sulle rocce con i pini compongono una bella escursione senza salire sulle vette più alte. Il Belvedere del Malvento è la meta del sentiero 900 dal Rifugio De Gasperi. Si tratta proprio di questo belvedere, non del lontano valico di Malavento sotto il Dolcedorme.

Civita e il panorama sul Raganello

Civita unisce la cultura arbëreshë alla vista sulle pareti rocciose del Raganello. Il Comune descrive il belvedere Djepeza, da cui si può osservare il paesaggio della gola dall’alto. Il borgo e il panorama sono già un buon motivo per venire, senza scendere nell’alveo.

L’accesso al Ponte del Diavolo va verificato a parte. Il nostro programma non comprende l’ingresso nella gola né il sentiero Via delle Capre.

Più vicino al mare c’è Cirella Vecchia, con la vista sull’isola e sulla costa. Puoi dedicarle un pomeriggio tra due giornate più lunghe in montagna.

Come scegliere la tua giornata in montagna

Comincia dal paesaggio: un fiume e il bosco, un panorama oppure una vetta. Poi adatta la durata del cammino alla persona più lenta del gruppo. Nelle schede dei sentieri controlla se la lunghezza indicata comprende il ritorno all’auto.

Per gli itinerari in quota porta scarponi, acqua, cibo e abbigliamento adatto ai cambiamenti del tempo. Nei mesi freddi le condizioni sul crinale possono essere molto diverse da quelle sulla costa. È meglio verificare l’accesso attuale e il meteo con una guida indicata dal Parco.

Dopo una giornata nel bosco o in montagna torni a Cedromare, vicino al mare. La mattina seguente può già essere dedicata alla spiaggia.